Concerti

Concerti 2025

In breve

Nel 2025 i concerti tagliano il traguardo simbolico del miliardo di euro di spesa e si confermano il principale motore economico del panorama dello spettacolo e dell'intrattenimento italiano.

Spettacoli

0

eventi

+3,6%

Spettatori

0

presenze

+8,7%

Spesa

0

di euro al botteghino

+17,5%

I Concerti, mese per mese

L'andamento del settore nel 2025 e il confronto con l'anno precedente

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2025
2024

La top ten

I concerti di Pop, Rock e Leggera con maggior successo di pubblico nel 2025

I settori dei Concerti

Gli spettacoli, gli spettatori e la spesa, settore per settore.

Pop, Rock e Leggera

57.7%39,2 mila

Classica

31.6%21,5 mila

Jazz

10.6%7,2 mila

Editoriale

Analisi e commenti degli esperti del settore

Oggi i concerti sono come e piu' di un tempo il baluardo dell'autenticita', rappresentano la verita' in un delicato momento in cui la musica e' sottoposta al rischio del dubbio, della certezza su quello che stiamo ascoltando, in cui la integrita' del lavoro degli autori viene messo in pericolo dalle pratiche incontrollate dell'Intelligenza Artificiale.

Nella liquida mutevolezza dei nostri tempi, e' bello notare la fermezza assoluta con la quale alcuni fondamentali valori rimangano intatti, invariati. In fin dei conti la musica nella sua essenza e', ed e' sempre stata, prima di tutto l'atto del concerto, ovvero qualcuno che canta e suona per qualcun altro. E per questa ragione primaria, da prima che ci fossero nastri e dischi a portare la musica in giro per il mondo, che si immaginano canzoni, che si scrivono melodie, che si inventano parole.

Oggi i concerti sono come e piu' di un tempo il baluardo dell'autenticita', rappresentano la verita' in un delicato momento in cui la musica e' sottoposta al rischio del dubbio, della certezza su quello che stiamo ascoltando, in cui la integrita' del lavoro degli autori viene messo in pericolo dalle pratiche incontrollate dell'Intelligenza Artificiale. Dal vivo non si mente, non si puo' mentire, e quasi a sottolineare questa fiducia che il pubblico riserva alla musica dal vivo, i dati sono incoraggianti, anche quest'anno tutti gli indicatori mostrano una crescita, come se a partire dalla ripartenza seguita ai drammatici mesi della chiusura causata dal Covid, il desiderio di condividere musica dal vivo non si fosse piu' fermato.

Bene cosi', e' un bene per i cantanti, per gli autori, a compensare quello che dai dischi non arriva piu' e il danno enorme che la scomparsa del fisico ha portato soprattutto alla fascia medio bassa degli autori che poi e' quella che rappresenta il tessuto principale, la trama essenziale della gran parte della musica che si consuma in Italia.

I concerti crescono e con loro cresce la percezione del nostro paese come un luogo particolarmente accogliente, con un forte richiamo al turismo e all'indotto che questo fenomeno comporta. Tradotto vuole dire semplicemente che anche per quanto riguarda artisti stranieri, e' certamente piu' bello venire a vedere un concerto a Verona, a Roma, o sulle Dolomiti, piuttosto che altrove.

Detto questo non dobbiamo nascondere che anche il mondo dei concerti ha assorbito inevitabilmente alcuni dei mali del sistema contemporaneo della comunicazione. Si vedono troppi telefonini continuamente accesi sull'evento, come se fossimo incapaci di vivere in diretta l'impatto emotivo che la musica ha, e deve avere, su di noi. Gli stessi artisti seguono una tendenza ormai in atto da molti anni che privilegia il desiderio di compiacere il pubblico piuttosto che sfidarlo. Da una parte e' un meccanismo del tutto naturale. Il pubblico va ai concerti sapendo e pretendendo che i loro idoli facciano esattamente le canzoni che amano, e gli artisti rispondono, eppure non dobbiamo dimenticare che i concerti sono stati anche, per secoli, l'occasione per proporre qualcosa di nuovo e forse un maggiore equilibrio tra queste due esigenze andrebbe cercato.

Poi c'e' la nota dolente dei prezzi, sono alti, e sono ancora piu' alti considerando la pratica crescente della differenziazione del costo del biglietto per accedere a zone riservate, Pit, incontri con l'artista e via dicendo.

Infine, abbagliati dai luminosi concerti di massa, dimentichiamo troppo spesso le carenze del livello di base, quello degli esordi e che dovrebbe garantire ai giovani di potersi esibire e misurarsi davanti al pubblico. I posti dove poter suonare sono troppo pochi e poco incoraggiati dalle istituzioni.

I concerti, tutti i concerti, dal piu' piccolo al piu' grande, devono essere preservati e curati per quello che sono: un ideale territorio di condivisione, dove si sta insieme, dove nessuno e' contro qualcun altro, un luogo a cui si accede per superare i conflitti, per emozionarsi, dove non esistono faziosita' ma solo passioni.

Gino Castaldo

Rai Radio 2

Dentro ai numeri

Le info chiave del settore

Spettatori per evento

464

+4,9%

Il numero medio di spettatori per ogni concerto o evento musicale nel corso dell'anno.

Spesa media per spettatore

36,88 €

+8,1%

L'importo medio speso da ciascun spettatore per ogni ingresso a un concerto.

Mese di punta

Luglio

Il mese con il maggior afflusso di pubblico ai concerti e agli eventi musicali.

La geografia dei Concerti

Gli spettacoli, gli spettatori e la spesa, regione per regione

Top 5 regioni

  • 1Lombardia10,9 mila
  • 2Emilia-Romagna6,5 mila
  • 3Veneto6 mila
  • 4Lazio5,9 mila
  • 5Toscana5,6 mila

Bottom 5 regioni

  • 16Umbria1,4 mila
  • 17Calabria1,3 mila
  • 18Basilicata776
  • 19Molise287
  • 20Valle d'Aosta192